Sunday, 17 November 2013

Elogio della Kdf-Wagen, di Guido Cipriani

Voglio parlare di un libro appena uscito e dedicato alle Volkwagen: “Elogio della Kdf-Wagen – Il vero nome del Maggiolino”, di Guido Cipriani, Edizioni Scientifiche e Artistiche, 2013.


Comincio col dire che non si tratta di un libro dedicato alla tecnica del Maggiolino, alla sua storia e non è nemmeno un libro di narrativa. Il libro è  un omaggio al Maggiolino in forma di una lunga confessione, una specie di “outing”, con la quale l’autore decide di condividere i propri intimi pensieri, riflessioni e emozioni legati al maggiolino.
Alla fine degli anni ’50 un giornalista chiese a un dirigente della Volkswagen of America di spiegare quale fosse per lui il segreto dell’apparentemente inspiegabile successo del Maggiolino. Dopo averci pensato un poco, egli rispose che il segreto era la sua onestá, cioè il fatto che dava tutto quello che prometteva, e anche qualcosa di piú.
In modo analogo, uno dei pregi del libro di Guido è la sua onestá. Guido dice: “…se dovessi quantificare in termini di percentuale quanto esso sia frutto della parte razionale della mia mente e quanto della parte emotiva, assegnerei senz’altro un 20% alla prima ed un 80% alla seconda”.
Non fa mistero del fatto di essere cosciente che molte delle sue opinioni potranno al lettore apparire assolutamente soggettive, bizzarre e strampalate, chiarendo in modo esplicito e ripetuto di non avere la pretesa di convincere nessuno e tantomeno di attribuire valore universale alle sue affermazioni, ma chiede al lettore solo un poco di pazienza, un minimo sforzo di empatia per cercare di vedere le cose in modo diverso.
L’oggetto del libro quindi non è tanto il Maggiolino in sé, quanto i complessi, per molti aspetti inspiegabili e talvolta irrisolti rapporti che si instaurano da un lato tra il Maggiolino e il suo possessore, dall’altro all’interno della comunitá dei “maggiolinisti” ed infine tra questi e il resto del mondo.

L’elemento rivelatorio che ha consentito a Guido, quasi per incanto ed in modo inaspettato, di dare un senso alla massa delle proprie riflessioni e emozioni è il “vero nome” dell’oggetto della sua passione: KDF-Wagen, cioè “Kraft durch Freude Wagen”, l’Auto della Forza Attraverso la Gioia”.
Questo è il nome con il quale venne battezzato il Maggiolino dalla propaganda nazista prima della Seconda Guerra Mondiale: la KDF, Kraft durch Freunde, era un’organizzazione controllata dal sindacato “Fronte Tedesco del Lavoro” (DAF, Deutsche Arbeitsfront) che aveva lo scopo di sponsorizzare e promuovere il turismo di massa, offrendo pacchetti di viaggi sia in Germania che all’estero a prezzi bassissimi, il tutto a fini propagandistici. Al DAF venne affidato il compito di organizzare la produzione e la vendita della Vettura del Popolo, che venne quindi battezzata il modo da renderne evidente i suoi rapporti con esso.
A distanza di quasi ottant’anni dal giorno in cui Hitler, dal palco della cerimonia di posa della prima pietra della fabbrica Volkwagen e tra la sorpresa generale, battezzó in questo modo la vettura destinata nelle intenzioni della propaganda a cambiare la vita del popolo tedesco, quelle tre parole sorprendono ed affascinano. Private del significato sinistro che essere avevano all’epoca, per Guido quelle parole offrono oggi una chiave di lettura per comprendere quel rapporto inspiegabile e misterioso che il Maggiolino ha ancora il potere di instaurare con coloro che incoscientemente gli si avvicinano.

L’ingarbugliato gomitolo dei pensieri e delle riflessioni comincia quindi a srotolarsi, e il caos a organizzarsi: nella prima parte del libro, dopo avere analizzato separatamente i concetti di forza e di gioia applicati al Maggiolino (che nel libro non verrá naturalmente mai chiamato cosí), Guido entra nel merito della sua “metafisica”, presentando considerazioni in merito al suo “cuore”, alla sua “forza attrattiva”, alle “capacitá del suo organismo”.
Nella seconda parte, i principi astratti precedentemente descritti vengono presentati nelle loro applicazioni pratiche, in relazione alle fasi principali che caratterizzano il rapporto del proprietario con la propria macchina, e cioè l’acquisto, il restauro, l’uso quotidiano.  La scena aircooled italiana, con le sue luci ed ombre, i suoi eccessi ma anche la sua unicitá, viene analizzata e giudicata. E’questa la parte del libro destiinata a suscitare le maggiori controversie.
La terza parte non ha nulla a che vedere con le precedenti. Si tratta di un racconto breve, che ha inizio il 15 marzo 1952, ed è la storia del rapporto tra un maggiolino ed il suo proprietario che dura una vita intera. Scritto molto bene, convincente e suggestivo in eguale misura, da solo merita l’acquisto del libro.

In conclusione, si tratta di un libro originale, provocatorio, destinato a suscitare in chi legge sentimenti contrastanti, ma indubbiamente ispirato da un autentico sentimento di amore per la propria macchina.

Nel mondo di Facebook e Twitter, ove i pensieri vengono espressi in forme sincopate, assuefatti come siamo alla frammentazione della comunicazione dei vari forum, la decisione di condividere il proprio pensiero e le proprie emozioni  attraverso un mezzo cosí impegnativo come un libro è un atto che sicuramente merita la piú grande considerazione, indipendentemente da quanto ciascuno si riconosca nelle opinioni che vi sono espresse.

Il libro costa 10 Euro.
Chi fosse interessato puó contattare direttamente l'autore al seguente indirizzo e-mail:
kafermann@libero.it

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