Friday, 21 December 2012

Il raid di D’Ieteren e il “mistero” del maggiolino coloniale (5) / The raid of D’Ieteren and the "mystery" of the colonial Beetle (5)


Le due prime assunzioni a mio avviso da discutere nell’articolo di Air Mighty sono che le due vetture utilizzate fossero identiche e praticamente di serie, avendo come unica seria modifica l’innalzamento dal suolo a 31 cm e l’aumento della carreggiata ottenuto installando i riduttori del bus e modificando il ponte anteriore.
In realta’, il maggiolino utilizzato da Pierre d’Ieteren era sensibilmente diversa da quella utilizzata da sua madre nel raid Mediterranee – Le cap, e almeno quest’ultima era molto diversa da quelle utilizzate nella spedizione del 1952 della Commissione Tedesca dei Caduti di Guerra (terza assunzione nell’articolo che a nio avviso risulta quindi errata).
Le differenze delle vetture erano dovute alle diverse caratteristiche dei raid nei quali sono state impiegate. Pierre D’Ieteren non era impegnato in una competizione sportiva e, soprattutto, poteva contare sul supporto del bus che trasportava una parte importante del materiale. Le vettura di Gabrielle D’Ieteren al contrario partecipava ad una competizione sportiva molto impegnativa, caratterizzata da poche regole ma molto precise che consentivano di assegnare punti e penalizzazioni. La velocita’ media minima di ogni tappa era fissata a 35 km/h; chi non riusciva a mantenerla, veniva penalizzato, mentre chi la superava poteva guadagnare punti, ma fino ad una velocita’ massima di 50 km/h. Oltre questo limite, l’unico vantaggio era quello di arrivare prima, accaparrarsi i migliori alloggi e fare un po’ di turismo. Tenendo conto della lunghezza delle tappe, della precarieta’ di molte delle piste utilizzate, delle condizioni ambientali e dell’affidabilita’ dei mezzi utilizzati, era una vera impresa.
Da non dimenticare poi che la Gabrielle D’Ieteren correva da sola, non disponendo di alcuna assistenza. E’ vero che per motivi di sicurezza, quando possibile, le vetture procedevano in gruppetti. E’ altrettanto vero pero’ che l’aiuto reciproco era limitato dalla necessita’ di mantenere la propria media oraria, e quando una vettura aveva problemi seri, il massimo dell’aiuto consisteva nel lasciare allo sfortunato equipaggio qualche razione supplementare di acqua e viveri. Il camion scopa (battezzato dai partecipanti il camion “Voronoff”) avrebbe provveduto a rimorchiare la vettura in panne o danneggiata alla piu’ vicina (!) autofficina  (!!!). Il regolamento era particolarmente penalizzante per i concorrenti che correvano da soli, tenendo conto che in gara c’erano due autentiche armate, di cui una in senso proprio e non figurato: la prima era la squadra dell’esercito francese, l’ equipe militaire francaise, composta da sette  veicoli, di cui tre fouristrada Delahaie, tre autocarri ed un camion officina. La seconda era la squadra Renault, che comprendeva sei veicoli, tra cui due 4 CV (che correvano nella stessa categoria della VW), una Coloral Savane, un pick-up Coloral, un furgone Tropic da 1 tonnellata e un camion officina da 5 tonnellate con motore orizzontale sotto il telaio.  Non esistendo praticamente limiti agli interventi meccanici sulle vetture, queste due squadre potevano realizzare interventi radicali, come rifare un motore o raddrizzare un telaio senza problemi e, se la lunghezza della tappa lo consentiva , senza nemmeno incorrere in penalizzazioni.
E’ ovvio che la vettura di Gabrielle D’Ieteren era stata “adattata” ad affrontare il raid, e tenendo conto della vittoria di categoria e del ridottissimo numero di problemi meccanici verificatisi lungo i quasi 16000 km della competizione, e’ facile immaginare che si trattasse in realta’ di una vettura abbastanza diversa da quelle disponibili presso i concessionari VW, indifferentemente della latitudine nella quale si trovavano.
Una parte delle modifiche apportate alla vettura sono elencate da Gabrielle nel suo libro. La lista e’ incompleta, e si allunga analizzando la documentazione fotografica disponibile. E’  verosimile poi aggiungere altri interventi, non menzionati ne’ documentati fotograficamente, ma che molto probabilmente erano stati fatti per consentire di completare la gara.


Foto pubblicata sul numero 7/1951 di Motor Rundschau, che ritrae l’equipaggio composto da Gabrielle D’Ieteren (a destra) e Charlotte Van Merke de Lummen (a sinistra). La foto ritrae il team prima dalla partenza dal Belgio, con la vettura appena uscita dall’officina ed ancora con ruote e pneumatici originali, che verranno sostituiti in seguito in configurazione di gara. / Photo published on the number 7/1951 of Motor Rundschau, which depicts the crew of Gabrielle D'Ieteren (right) and Charlotte Van de Lummen Merke (left). The photo shows the team before departure from Belgium, the car just out of the workshop and still with original wheels and tires, which will be replaced later in race configuration.


In my opinion he first two assumptions in the article published by Air Mighty to be discussed are that the two cars used were identical and practically standard, having as the only serious modification the ground clearance increased to 31 cm and the increase of the carriageway obtained by installing the reduction boxes of the bus and changing the front axle.
In reality, the beetle used by Pierre d'Ieteren was significantly different from that used by his mother in the raid Mediterranee - Le cap, that was in its turn very different from those used in the 1952 expedition of the German Grave Commission (third assumption in the article that, in my opinion, is therefore incorrect).
The differences of the D’Ieteren’s cars were due to the different characteristics of the raid in which they were used. Pierre D'Ieteren was not involved in a competition and, above all, he could count on the support of the bus carrying an important part of the materials. The car used by Gabrielle D'Ieteren was on the contrary  used in a very tough competition, characterized by few but very precise rules to assign points and penalties. The minimum average speed  of each stage was set at 35 km / h, and who could not maintain it, was penalized, while those who exceeded it could earn points, but up to the average speed of 50 km / h. Beyond this limit, the only advantage was to arrive early, grab the best accommodation and do a little of tourism. Considering the length of the stages, the insecurity of many of the tracks, the environmental conditions and reliability of the cars of that period used, it was quite a challenging.
In addition,  Gabrielle D'Ieteren ran alone, without any support. It 's true that for security reasons, when possible, the cars proceeded in small groups. It 'also true, however, that mutual aid was limited by the need to maintain the average speed, and when a car had serious problems, the maximum aid was to leave the unfortunate crew some extra ratios of food and water. The broom truck (baptized by the participants the truck "Voronoff") was in charge to tow the defective or damaged vehicles to the nearest (!) workshop (!!!). The regulation was particularly detrimental to competitors running alone, taking into account that they had to compete with two armies, one of which in the real sense and not figuratively: the first was the team of the French army, the 'team militaire francaise”, composed of seven vehicles, of which three offroad Delahaie, three vans and one workshop trucks . The second was the team Renault, which included six vehicles, including two 4 CV (running in the same category as the VW), a Coloral Savane, a pick-up Coloral, a van Tropic 1 ton and a 5-ton workshop truck with horizontal engine under the chassis. Since the rally regulation did not include any limitation to the repair that could have been done on the cars, these two teams were in the condition to complete virtually any kind of work, such as rehauling  an engine or straighten a frame; if the length of the stage was long enough, this repairs could have been done without incurring in penalties.
It  is obvious that the car used by Gabrielle D'Ieteren was  “modified” to successfuly complete the raid; taking into account that the VW team won his class and that they had very few mechanical problems during the  nearly 16000 km competition, it is logic to suppose that in reality the car was quite different from those available at VW dealers, regardless of the latitude.
A part of the changes to the car are listed by Gabrielle in his book. Her list is incomplete, and additional modifications could be observed analysing  the the pictures of the car. Finally, we have to  add other improvement not mentioned  or documented in the images, but that were strongly advisable for safety and reliability improvement.

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