Wednesday, 7 November 2012

Il raid di D’Ieteren e il “mistero” del maggiolino coloniale / The raid of D’Ieteren and the "mystery" of the colonial Beetle


Concediamoci una piccola pausa per quattro buoni motivi:
-  Motivo 1: dopo avere tanto parlato di inverno, una parentesi tropicale fa piacere;
- Motivo 2: l’articolo apparso sul numero 09 di Airmighty “ The Mystery Of The ‘Colonial ‘ Beetle”, scritto da Brian Screaton e dedicato al raid Belgio – Congo Belga e ritorno compiuto nel 1950 da Pierre D’Ieteren, importatore della VW in Belgio;
- Motivo 3: di questa avventura, e di quella in qualche modo collegata della Commissione Tedesca dei Caduti in Guerra, avrei comunque parlato prima o poi, essendo in effetti per molti aspetti straordinarie. La foto in Fig. 1 e’ stata lo sfondo del mio desktop per almeno un anno;
- Motivo 4: le ipotesi contenute nell’articolo sono suggestive, e meritano di essere discusse.
Per chi non conosce le storia ne’ l’articolo, breve riassunto:
Tra l’ottobre del 1950 ed il gennaio del 1951, l’importatore VW per il Belgio organizza un raid di 26,000 km che lo portera’ nel cuore dell’Africa nera, dopo avere attraversato mezza Europa ed il Sahara a bordo di due maggiolini ed un bus. Il viaggio, molto avventuroso, e’ coronato da successo ed al suo ritorno a Pierre viene ricevuto con tutti gli onori a Wolfsburg da Nordhof in persona. La finalita’ promozionale dell’operazione e’ evidente: al salone dell’auto di Francoforte in quell’anno VW organizzara’ un angolo dedicato ai mezzi, che verranno anche esposti in numerose concessionarie tedesche e belghe. D’Iereten descrivera’ il viaggio nel bel libro, “Images du souvenir”, mentre per quanto riguarda la divulgazione al grande pubblico ci pensa VW stessa dalle colonne di Gute Fahrt  (fascicoli gennaio 1951, luglio 1951 e agosto 1951). Fine della storia? Neanche per idea.
Brian osserva la straordinaria somiglianza tra le vetture utilizzate da D’Ieteren (e delle quali dopo l’effimera gloria si e’ persa traccia), e quelle messe a disposizione da VW alla Commissione Tedesca dei Caduti di Guerra per effettuare una missione in terra d’Africa, sulla quale Gute Fahrt relazionera’ nell’agosto del 1952. Guarda caso, si tratta ancora di due beetle ed un bus. Fine della vicenda? Per carita’, il bello viene adesso.
I maggiolini, nonostante siano dichiarati essere perfettamente standard, in realta’ presentano alcune evidenti particolarita’, tra cui carreggiata allargata, tetto apribile, uno strano sistema di apertura a compasso dei vetri posteriori, assetto sollevato grazie all’installazione dei riduttori del bus sul ponte posteriore e ponte anteriore rinforzato.
Il particolare che  piu’ stimola la curiosita’ dell’autore dell’articolo e’ pero’ la presenza delle prese d’aria di ventilazione sui pannelli laterali anteriori: la stranezza consiste nel fatto che queste prese d’aria non sarebbero comparse sui modelli in vendita che nel gennaio del 1951!  Mettendo assieme il tutto, e condendo con altri particolari secondari, l’autore giunge a formulare una suggestiva ipotesi: le vetture utilizzate da D’Ieteren protrebbero essere state prototipi di una misteriosa versione “coloniale” del maggiolino, approntata in gran segreto da VW e poi “per motivi sconosciuti , non piu’ lanciata sul mercato”, o piu’ drammaticamente “uccisa alla nascita”. La conclusione della ricostruzione  e’ chiara:  si e’ trattato di “una opportunita’ persa” per VW di incrementare le vendite nei paesi in cui poteva avere mercato, e queste vetture sono avvolte da un alone di mistero.
A questo punto, si pongono una serie di domande a cui l’articolo non risponde:
1. L’ipotesi dell’esistenza di prototipi di maggiolino “coloniale” e’ verosimile?
2. Il viaggio di D’Ieteren era solo l’avventura di un commerciante in cerca di pubblicita’ per le proprie attivita’ o c’era dell’altro?
3. Per quale motivo di queste vetture si e’ persa non solo traccia, ma addirittura memoria, non essendo menzionate se non nelle cronache dell’epoca?
A queste e ad altre domande cerchero’ di dare le mie risposte.
Per il momento, grazie a Brian Screaton e a Airmighty per avere riportato alla luce questa vecchia storia.





Let's have a little break for four reasons:
- Reason 1: After all the talk about winter, enjoy a tropical break;
- Reason 2: The article that appeared in issue 09 of Airmighty "The Mystery Of The 'Colonial' Beetle ', written by Brian Screaton and dedicated to the raid Belgium - Belgian Congo and return made in 1950 by Pierre D'Ieteren, importer of VW in Belgium;
- Reason 3: about this adventure, and about the one in some way related of the German War Graves Commission in 1951, I would have spoken sooner or later, as indeed are in many respects extraordinary. By the way, the photo in Figure 1 was the background of my desktop for at least one year;
- Reason 4: the assumptions contained in the article are very interesting, and deserve to be discussed.
For those unfamiliar with the story here is a brief summary:
Between October 1950 and January 1951, the VW importer for Belgium organized a raid of 26.000 kilometers that took him in the heart of Black Africa, after a trip through half of Europe and the Sahara,  using  two beetles and a bus. The trip, very adventurous indeed, was successfully completed and , when he was back to Europe, Pierre was received with all the honors in Wolfsburg from Nordhof in person. The promotional purpose of the operation is fairly clear: at the 1950 Frankfurt auto show VW organized a corner displaying the  vehicles, which were also exhibited in many German and Belgian dealers. The adventure was the subject of D’ Ieteren’s  book  "Images du souvenir", while, thanks to VW, large coverage of the event was provided by the magazine Gute Fahrt (articles in the January 1951, July 1951 and August 1951 issues). End of story? Not a chance.
Brian noted the striking resemblance between the cars used by D'Iereten (and of which after a short period glory disappeared), and those provided by VW to the German Commission of the War Graves to carry out a mission in Africa, on which Gute Fahrt dedicated an article in August 1952. Also in this case the vehicles used were  two beetles  and one  bus. End of story? For goodness sake, the best is now.
The beetles, although they were declared to be perfectly standard, actually had some interesting particularities, including wider track, sunroof, a strange rear pop-out windows, high stance thanks to the installation of hub reduction boxes as in the bus, front axle strengthened.
The detail that most 'stimulates’ the curiosity of the author of the article is the presence of the air intake vent on the front side panels: the oddity is that these vents would appear not before January 1951! Based on these information and other secondary details, the author suggest an interesting: the cars used by D'Ieteren could have been prototypes of a mysterious "colonial" version of the beetle, prepared in secret by VW and then "for reasons unknown, apparently never appeared on the market”, or more 'dramatically “strangled at birth”. The conclusion of the reconstruction is clear : it was a lost opportunity for VW to increase sales in countries where this kind of vehicles were appreciated, and these cars are surrounded by an aura of mystery.
At this point, we have to ask ourself few questions to which the article does not answer:
1. Is the hypothesis of the existence of prototypes  of the 'colonial' Beetle convincing?
2. The journey of D'Ieteren was just the adventure of a businnes man  in search of advertising or there was something else?
3. Why not only the cars were lost, but also their memory, considering that there is no mention to them with the exception of the  chronicles of the time?
These and other questions will try to give my answers.
For the moment, thanks to Brian Screaton and Airmighty for having brougth this story to light after so much time.

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