Friday, 26 October 2012

Consigli per l'inverno (2) / Winter suggestions (2)


Il riscaldamento e’ sempre stato considerato uno dei punti deboli della vettura, ed ha subito poche modifiche nagli anni cinquanta e sessanta.
La sua concezione risale alla meta’ degli anni ’30, quando la necessita’ prioritaria era quella di contenere al massimo i costi di produzione, in un contesto in cui le pretese da parte dei potenziali utenti per quanto riguarda il comfort erano molto modeste (la vettura del popolo era infatti destinata a divenire una alternativa alle motociclette, che costuivano allora il vero mezzo di locomozione di massa): questo ne spiega la arcaica semplicita’.
I pochi consigli pratici menzionati sopra miglioravano la situazione solo in minima parte.
Il sistema di riscaldamento e’ rimasto sostanzialmente immutato dal maggio 1950 (quando i tubi di riscaldamento al di sotto del sedile posteriore sono stati dotati degli attutitori di rumore) fino all’agosto del 1961 per quanto riguarda il modello Export, e l’agosto del 1965 per quanto riguarda lo Standard.
Ma e’ possibile che chi utilizzava la vettura intensamente, per motivi di lavoro e in condizioni climatiche anche proibitive non avesse opportunita’ per rendere la vettura piu’ confortevole e, soprattutto, piu’ sicura?
 La risposta puo’ sembrare banale: un Eberspaecher. I riscaldatori stazionari in effetti sono stati disponibili e utilizzati largamente sui maggiolini in quel periodo, e dal 1955 potevano essere installati direttamente dalla VW tramite la rete dei concessionari. I riscaldatori stazionari in realta’ erano molto utili in alcune situazioni specifiche di uso della vettura, e rappresentavano un sistema di riscaldamento addizionale e indipendente. Come vedremo esistevano pero’ anche altre soluzioni che intervenivano direttamente sul sistema della vettura, migliorandone sensibilmente il rendimento. Parlero’ di entrambe le soluzioni, ma prima una breve premessa per rendere la discussione piu’ comprensibile.
Comincio col ricordare le principali modifiche introdotte da VW al sistema di riscaldamento del maggiolino dal 1950 al 1967.
Nell’agosto del 1961 (anno modello 1962 dal telaio 4 010 995), il sistema e’ stato completato da due bocchette di riscaldamento addizionali sotto i sedili posteriori ; inoltre, le due bocchette anteriori sono state dotate di sportelli scorrevoli che consentivano di chiuderle, consentendo un piu’ rapido sbrinamento del parabrezza.
Nel dicembre del 1962 (dal telaio 5 199 980) il sistema sui modelli Export viene radicalmente modificato mediante l’introduzione degli scambiatori di calore che evitavano i rischi di contaminazione dell’aria calda indirizzata nell’abitacolo.
Nell’ agosto del 1964 (anno modello 1965, dal telaio 115 000 001) ), l’anello di regolazione del flusso d’aria nella ventola viene soppresso, consentendo la disponibilita’ di un maggiore volume di aria calda da indirizzare nell’abitacolo. Il flusso d’aria di raffreddamento del motore era controllato da flaps collegati ad un termostato, consentendo un piu’ rapido riscaldamento. L’azionamento del riscaldamento non era piu’ attivato dalla manopola girevole (altrimenti nota come il “frullino di Porsche”) ma da due leve, che attivano il riscaldamento ed il flusso d’aria attraverso le bocchette posteriori.
Tutte le modifiche descritte erano naturalmente limitate al modello Export, e verranno estese al modello Standard  solo a partire dall’ agosto 1965 assieme alla sostituzione del motore da 30 hp con la piu’ recente unita’ da 34 hp.



Heating has always been considered one of the weak points of the car, and has changed little  during the  50s and 60s.
Its design dates back to the mid '30s, when the utmost priority was to reduce to the minimum costs of production, in a context in which comfort and safety expectations of potential customers were very basic (the people's car was in fact destined to become an alternative to motorcycles, which were then the real means of transport of mass): this explains its  archaic simplicity.
The few practical tips mentioned in the previous post could improve the situation only minimally.
In fact, the heating system remained substantially unchanged since May 1950 (when the heating pipes below the rear seat have been equipped with noise suppressors) until August of 1961 on Export model, and even later, August 1965, on the Standard.
But is it  possible that those who used to drive extensively for business purposes under any  climatic conditions had no opportunity'to make the car more comfortable and, above all, more safe?
 The answer may seem trivial: the Eberspaecher. The stationary heaters were available and used widely on the beetles in that period, and by 1955 could be installed directly by VW upon request  through the network of dealers. Stationary heaters were indeed very useful in certain situations of use of the car, and represented an additional and independent heating system. As we shall see, however, there were other solutions that intervened directly on the vehicle's heating system, improving its performance considerably. I will talk of both worlds, but first a brief introduction to make the discussion more understandable.
I begin to remind the main changes introduced by the VW Beetle heating system from 1950 to 1967.
In August 1961 (model year 1962 from chassis 4 010 995), the system was completed by two additional heating vents under the rear seats;  in addition, the two front vents have been fitted with sliding doors making possible to close them, making  defrosting of the windscreen faster.
In December of 1962 (from chassis 5 199 980)the heating  system on the Export models is radically modified by the introduction of heat exchangers that avoided the risks of contamination of the hot air directed in the passenger compartment.
In August 1964 (model year 1965, from chassis 115 000 001), the adjusting ring of the air flow in the fan is suppressed, allowing the availability of a greater volume of hot air to be addressed in the passenger compartment. The flow of cooling air of the motor was controlled by flaps connected to a thermostat, allowing a more rapid heating. The actuation of heating was no longer operated  by the rotary knob (otherwisw known as the “Porsche mixer”) but by two levers, which activate the heating and the flow of air through the vents in the rear.
All the changes described were naturally limited to the Export model, and will be extended to the Standard model only starting from August 1965 together with the replacement of the 30 hp engine by with the most recent 34 hp units.

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