Sunday, 29 April 2012

Josef Ganz nella letteratura VW / Josef Ganz in VW literature


Il contributo di Josef Ganz e’ completamente trascurato nella maggior parte dei testi dedicati alla storia del Maggiolino. Una interessante eccezione e’ rappresentata dal libro “Il Maggiolino” di Alessandro Pasi, pubblicato da Editrice Marsilio nel 1985. Riporto i passaggi che lo riguardano:


"Usciamo dal binario centrale della Storia per imboccarne uno secondario, una piccola deviazione che ci porta di nuovo ai confini dell’area linguistica tedesca. E cioe’ alla Cecoslovacchia austro-ungarica di fine Ottocento, tra un gruppetto di ingegneri dalle qualita’ non comuni: Edmund Rumpler, Hans Ledwinka e Josef Ganz. Le loro idee motoristiche erano semplici e muovevano dalle pessime condizioni delle strade di quel paese e dagli inverni gelidi che costringevano gli automobilisti a togliere l’acqua dai radiatori tutte le volte che si fermavano per piu’ di qualche ora.
Questo gruppetto di tecnici era arrivato, per vie diverse, ad abbozzare nelle sue linee essenziali il concetto di auto “ideale”: ottime sospensioni e motore raffreddato ad aria, collocato posteriormente per aumentare la trazione sui terreni fangosi (e ridurre la rumorosita’ dentro l’abitacolo).
...
Porsche fu sicuramente molto influenzato dalle realizzazioni degli ingegneri boemi, tanto da trasferirne poi le parti migliori nel Maggiolino, dalle forme, al motore, al nome.
La forma del Maggiolino si puo’, infatti, gia’ ravvisare nella Tropfen-Auto di Rumpler del 1921, uno sviluppo dell’idea che la goccia d’acqua e’ la migliore sagoma per una vettura; ...
Quanto al nome, era stato Ganz a coniare il termine di Deutschen Volkswagen per la sua Standard Superior del 1932. Anzi, all’inizio, Hitler aveva pensato proprio a Ganz per realizzare la nuova vettura del popolo, salvo poi cambiare rapidamente idea dopo aver saputo delle sue origini ebraiche.
...
Fino a che punto la paternita’ del Maggiolino e’ da iscriversi a Herr Professor?
La risposta piu’ sensata, anche se c’e’ancora molto da scavare in questa direzione, e’ che il Maggiolino fu senz’altro figlio del suo tempo e non usci’ solo dalla testa di Porsche."




The contribution of Josef Ganz is completely ignored in most of the books on the history of the Beetle. An interesting exception is represented by the book "Il Maggiolino" by Alessandro Pasi, published by Marsilio Publishing in 1985. I will present here some of the text that relates to him:


"We leave the main track of the story to make a small deviation which brings us back to the borders of the German language area. And that is to Austro-Hungarian Czechoslovakia in the late nineteenth century, among a group of engineers of uncommon quality: Edmund Rumpler, Hans  Ledwinka  and Josef Ganz. Their ideas about cars were simple  and moved by the poor road conditions in that country and the freezing winters that forced motorists to remove water from the radiator every time they stopped for more than a few hours.
This small group of engineers had arrived, by different routes, to sketch in its essentials, the concept of "ideal" car: good suspensionand, air-cooled engine, situated to the rear to improve traction on muddy ground (and reduce the noise  inside the car).
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Porsche was certainly much influenced by the achievements of the Bohemian engineers  and   transferred a great part of them in the Beetle design, including the shape, the engine, the name.
The shape of the Beetle can be, in fact, recognized in the Rumpler’s Tropfenwagen  of 1921, a development of the idea that the drop of water is the best shape for a car; ...
As for the name, was Ganz who coined the term Deutschen Volkswagen for its Superior Standard of 1932. Indeed, at first, Hitler  thought  to commit the development of the  new people's car to Ganz , but then quickly changed his mind after he learned of his Jewish origins.
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To what extent the fatherhood  of the Beetle is to be considered a merit of Herr Professor?
The most  logic answer , but there is still plenty to investigate into this direction, is that the Beetle was definitely a child of his time and was not only the result of the work of Porsche."


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