Wednesday, 28 March 2012

Josef Ganz in Gute Fahrt 09/1961


Per cercare di separare i fatti dalle opinioni la stampa dell’epoca offre interessanti informazioni.

Nel  1961 Volkswagen celebra i 25 anni dalla sua fondazione.
La rivista Gute Fahrt dalla Delius Klasing di Bielefeld dedicata a possessori di Volkswagen  pubblica una serie di lunghi articoli alla storia della vettura, descrivendo in modo molto documentato gli anni nei quali il concetto si e’ sviluppato.
L’articolo pubblicato sul numero 9/1961 [citato anche nel libro di Paul Schilperoord], contiene i seguenti riferimenti alla figura di Ganz e cosi’ ricostruisce il suo contributo:

“... l'uomo cui si deve la diffusione  del concetto di  Volkswagen in Germania a partire dal 1923 e che di cio’ aveva fatto la missione della sua vita è ora quasi completamente dimenticato: Dipl.-Ing. Josef Ganz. Dalle pagine della rivista "Motor-Kritik" fondata nel 1928 ha intrapreso una lotta implacabile contro il “conservatorismo tecnico" che, inspiegabilmente,  aveva visto da oltre venti anni in Germania il mercato preferire vetture da turismo pesanti ed inefficienti.
Quando il Motor Show apre i battenti l’ 11 Febbraio [si tratta del salone di Berlino del 1933] , saranno ben  sette le società che presenteranno modelli di piccole vettura con cilindrata dal mezzo litro al litro, tutte in vendita ad un prezzo inferiore ai 3.000 marchi e tutte avranno un notevole successo ...
Tuttavia Ganz non e’ ancora pienamente soddisfatto, poiche’ queste vetture sono ancora troppo costose e dal consumo elevato. Ma quando viene a sapere dei nuovi progetti di Porsche, Ganz depone in lui la sua piena fiducia, scrivendo: "Finalmente si realizzera’ quello che ho sempre promosso ".
Un po 'di amarezza risuona in queste righe. E giustamente: perché sebbene la correttezza delle teorie che Josef Ganz ha instancabilmente sostenuto per  dieci anni  ha avuto la sua conferma nella   tedesca Volkswagen  - lui non ha potuto vedere questo veicolo.
Altri hanno approfittato delle sue idee assecondando gli scopi della propaganda.
Cosi’ come Adolf Rosenberger (colui che ha sostenuto finanziariamente lo spirito sportivo e la costituzione dello Studio di progettazione  indipendente di Porsche nel 1930), anche  Josef Ganz ha dovuto lasciare la Germania in quanto "non-ariano".”

La ricostruzione degli avvenimenti del Salone di Berlino offerta nell’articolo di GF e’ sensibilmente diversa da quella offerta nel libro di Paul Schilperoord, ma il riconoscimento per il contributo offerto da Ganz allo sviluppo ed alla affermazione della Volkswagen e’ evidente, cosi’ come chiara e’ la convinzione che se non fosse stato costretto ad abbandonare la Germania sarebbe probabilmente stato coinvolto direttamente nel progetto di Porsche.

Bisogna sottolineare che nel 1961, a parte proprio Porsche, gli altri protagonisti della vicenda, oltre a Ganz stesso, Ising, Ehrhardt, Ledwinka ecc. erano ancora in vita ed in grado di dare il proprio parere in merito ai fatti ed alle valutazioni offerte nell’articolo.

L’altro aspetto interessante e’ che gia’ 50 anni fa la figura di Ganz era consideratamente immeritatamente rimossa dalla storia della Volkswagen; oggi la situazione e’ ulteriormente peggiorata, se anche un libro estremamente bene documentato come Die Kaefer Chronik di Bernd Wiersch (2005) lo ignora completamente, cosa tanto piu’ curiosa considerando che il libro e’ stato pubblicato dalla Delius Klasing, la stessa editrice di Gute Fahrt ....




To try to separate fact from opinion, interesting information comes from contemporary documents and articles.

In 1961 Volkswagen celebrates 25 years since its founding.
The magazine dedicated to Volkswagen owners,  Gute Fahrt edited by Delius Klasing in Bielefeld, published a series of long articles on the history of the Volkswagen, describing in a very documented way the years in which the concept was developed.
The article published in number 9/1961 [also quoted in
Paul Schilperoord’s book] , contains the following references to the figure of Ganz and paid tributo to his contribution:

"... the man to whom we owe the diffusionof the concept of Volkswagen in Germany since 1923 and that made of it the mission of his life is now almost completely forgotten: Dipl.-Ing. Josef Ganz. From the pages of his magazine "Motor-Kritik" founded in 1928 has embarked on a relentless struggle against the "technical conservatorism," which, inexplicably, had seen more than twenty years in Germany the market preference for heavy and inefficient touring cars.
When the Motor Show opens its doors the 'February 11 [this is the show in Berlin in 1933], seven companies were presenting models of small cars with capaity from half to one liter, all on sale at a price less than 3000 marks and all well acclaimed ...
But Ganz was not yet fully satisfied, because these cars were still too expensive and fuel hungry. But when he learns of the new projects involving Porsche, Ganz lays its full confidence in him, writing: "Finally, you will realize what I have always promoted."
A bit of bitterness resounds in these lines. And rightly so: for though the correctness of the theories that Josef Ganz has tirelessly argued for ten years has had its confirmation in the German Volkswagen - he could not see this vehicle.
Others have taken advantage of his ideas to suit the purposes of propaganda.
As him, also Adolf Rosenberger (who financially supported the sport ventures and the establishment of independent Porsche Design Studio in 1930), Josef Ganz also had to leave Germany as "non-Aryan". "

The reconstruction of the events of the show in Berlin presented  in the GF is significantly different from that in Paul Schilperoord’s book, but the recognition for the contribution made by Ganz in the development and affirmation of the Volkswagen is clear, so is the belief that if ihe had not been forced to leave Germany he would probably have been directly involved in the project of Porsche.

It should be emphasized that in 1961, apart from Porsche, the other protagonists of the story, including Ganz himself, Ising, Ehrhardt, Ledwinka etc. were still alive and able to give their opinion on the facts and assessments offered in the article.

The other interesting aspect, is that if 50 years ago Ganz was considerated unjustly removed from the history of Volkswagen, today the situation is even worse; as an example,  a book extremely well documented as the
Die Kaefer Chronik of Bernd Wiersch (2005 ) completely ignores him, fact that is particularly curious considering that the book was published by Delius Klasing, the same publisher of Gute Fahrt ....



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