Wednesday, 18 January 2012

Maggiolino VW: uso spazio interno / VW beetle: use of interior space


Deporre oggetti e documenti e’ sempre stato un problema; diversi accessori dedicati al maggiolino VW sono stati prodotti negli anni ’50 e ’60 da numerosi produttori  come  Gerlach, Happich, Kamei, Raab, Schneider, Smerz-Barth, Svedlund solo per citarne alcuni. Alcuni sono molto noti ancora oggi, mentre altri sono oramai dimenticati. All’ epoca e’ esistito un interessante dibattito su di essi relativo alla loro effettiva utilita’ e ad altri aspetti, sia funzionali che di sicurezza.

Dal punto di vista della sicurezza, esistevano prodotti decisamente pericolosi.

Per utilizzare lo spazio sotto il cruscotto erano ad esempio disponibili diverse soluzioni.
Schneider (Foto 1) produceva una mensola da montare mediante viti e che si estendeva per tutta la larghezza dello spazio occupato dalle gambe, avendo una profondita’ di 38 cm e realizzata con un foglio di compensato di 5 mm di spessore. Gli oggetti erano mantenuti da un bordo sempre in legno di 21 mm di altezza.  
Questa soluzione non era molto pratica, poiche’ gli oggetti con la vettura in movimento si spostavano e potevano anche cadere. Il problema principale, a parte la necessita’ di forare la carrozzeria, era pero’ ovviamente relative alla sicurezza, perche’ in caso di impatto avere una tavola di legno all’altezza delle ginocchia rappresentava un grave rischio.



Storing objects and documents, has always been a problem, and various accessories for the VW Beetle were produced in the 50s and 60s by many manufacturers such as Gerlach, Happich, Kamei, Raab, Schneider, Smerz-Barth, Svedlund to name onlyt a few. Some are well known even today, while others are forgotten now. At that time, there was an interesting debate on them on their actual utility and other aspects such as functionality and security.

From a security perspective, there were quite dangerous products.

To use the space under the dash different solutions were available.
Schneider (Photo 1) produced a shelf to be mounted by screws and extending across the width of the leg room, having a depth of 38 cm and made of a sheet of plywood 5 mm thick. The objects were prevented from falling by a wooden board of 21 mm in height.
This solution was not very practical, since the objects with the car in motion were free to move and could even fall. The main problem, apart from the need to hole the body of the car, was obviously related to security, considering that, in case of impact, to have a wooden table at the knees was a serious risk.


Foto 1 / Photo 1



Anche Kamei per un certo period ha avuto in catalogo una soluzione simile. Le differenze principali erano:  il materiale, che era cartone pressato invece di compensato, la presenza di un separatore central, che impediva agli oggetti di spostarsi lungo tutta la larghezza della vettura (ed evitare che cosmetici della mamma si mescolassero con le candele di riserva di papa’), e il fatto che il tutto era rivestito in plastica in diversi colori. Meno pericoloso del precedente, veniva sempre fissato con viti e non consentiva  di depositare oggetti in modo sicuro.

Sempre sotto il cruscotto, ma stavolta a sinistra del piantone dello sterzo, Gerlach offriva un accessorio all’apparenza interessante (vedi Foto 2): si trattava di un compartimento di 27 cm di larghezza e 21 cm di profondita’. Pratico, non necessitava fori e esteticamente era valido; ancora una volta, il problema era la sicurezza in caso di impatto, essendo realizzato con una lamiera di metallo che si trovava a una ventina di centimetri dalla gamba sinistra del guidatore.

Come si puo’ immaginare, nessuna di queste soluzioni poteva essere ritenuta realmente soddisfacente.

Kamei also for a time had a similar solution in the catalog. The main differences were: the material, which was pressed cardboard instead of plywood, the presence of a central separator, which prevented the objects to move along the entire width of the car (and avoid the cosmetics mom to mess up with daddy’s spare spark plugs), and the fact that everything was covered in plastic in different colors. Less dangerous than the previous one, Kamei shelf was also secured to the body with screws and did not allow safe storage  of the objects.

Also under the dash, but this time to the left of the steering column, Gerlach offered an apparently attractive accessory (see Photo 2): it was a compartment 27 cm wide and 21 cm in depth.  It was a practical and elegant solution, which in addition could have been fixed without the need to hole the body.  Once again, the problem was the safety in case of impact, being made of a sheet of metal that was about seven inches from the driver's left leg.

As we see, none of these solutions could be considered really satisfactory.



Foto 2 / Photo 2

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