Friday, 7 October 2011

Gute Fahrt, Giugno 1963



IL CONTESTO

All’inizio degli anni ’60 la sopravvivenza del modello Standard in listino cominciava ad essere un problema. Non e’ un caso che nel numero di giugno del 1963 Gute Fahrt pubblica un dettagliato articolo comparativo tra i modelli Export e Standard in produzione, tentando di trovare una risposta alla domanda: quali sono i benefici a cui rinuncia veramente chi decide di risparmiare e compra uno Standard?
Il senso della domanda era saggiare il pubblico per capire se mantenere in listino lo standard avesse ancora un senso, anche perche’, in caso affermativo, un suo profondo rinnovamento sarebbe stato improrogabile.

L’ARTICOLO

A meta’ del 1963, la versione Export aveva gia’ fatto la sua comparsa da circa 14 anni. Nelle intenzioni originali doveva principalmente soddisfare le esigenze dei ricchi mercati di esportazione, ma in modo sorprendente si era affermata rapidamente come la variante piu’ richiesta anche dal mercato interno. I colori vivaci, la presenza delle finiture cromate, gli interni meglio rifiniti, l’impianto frenante idraulico e il cambio sincronizzato erano gli argomenti a favore della versione piu’ ricca, ad un prezzo d’acquisto che si manteneva di circa il 20% superiore. Nel 1963, un Export costava 4980 DM, mentre il prezzo dello Standard era fissato a 4200 DM.
Non era pero’ solo la ricca dotazione a dirottare i favori del pubblico sull’Export: nel corso degli anni, esso  aveva infatti ricevuto importanti miglioramenti estetici, meccanici e funzionali, tra cui l’introduzione del motore da 34hp, la modifica della scatola dello sterzo, il miglioramento dell’ insonorizzazione dell’abitacolo, il rinnovamento del sistema di riscaldamento e via discorrendo, senza trascurare la grande varieta’ di colori e di abbinamenti  che venivano offerti e che venivano in gran parte rinnovati ogni anno.
Al contrario, lo Standard era praticamente sempre uguale a se stesso, non avendo nello stesso periodo che subito pochissime modifiche, in generale imposte non tanto per rendere il prodotto piu’ attraente ma per seguire le logiche di produzione. Unica vera eccezione era stata l’introduzione, allora ancora recentissima, dell’impianto frenante idraulico al posto dell’impianto meccanico.

La redazione di GF quindi si rimbocca le maniche, e esegue una dattagliata analisi comparativa, per capire cosa puo’ ancora spingere all’acquisto dello Standard.

Le differenze tra le due versioni messe in evidenza nell’articolo erano ancora significative, e comprendevano:
- la trasmissione, che era sincronizzata sull’Export e non sincronizzata sullo Standard
- il ponte anteriore, che era dotato sull’Export della barra antirollio con ammortizzatore dello sterzo e della nuova cassetta dello sterzo, che era stata introdotta col modello 1500. Sullo Standard invece nulla era stato modificato
- il motore, che nell’Export era il nuovo 34hp mentre nello Standard era ancora la vecchia unita’ da 30hp introdotta nel 1954
- i tergicristalli privi di ritorno automatico e com i bracci verniciati in nero
- il sistema di riscaldamento
- la migliori insonorizzazione dell’abitacolo sul modello Export, ottenuta rivestendo con materiale approsito (una specie di feltro impregnato di bitume) l’intero pavimento, tunnel compreso, e che invece era completamente assente nello Standard
- interni semplificati sul modello Standard rispetto all’Export
- volante a tre razze sullo Standard invece del volante a calice com due razze

Nonostante le differenze, l’articolo mette in evidenzia le migliorie introdotte recentemente nello Standard che in qualche modo ne miglioravano la fruibilita’, tra cui, oltre alla gia’ citata introduzione dell’impianto frenante idraulico, si annoveravano altri particolari comuni all’Export (tra parentesi le date di introduzione che non sono specificate nell'articolo):

- anabbaglianti asimmetrici (01.08.1960)
- ritorno automatico indicatore direzione (06.08.1959)
- luci posteriori di nuovo disegno a due camere (02.05.1961)
- maniglie esterne fisse (06.08.1959)
- Interruttore di avviamento con sistema di non ripetizione (30.06.1961)
- parasole imbottite (19.01.1959 su Export, 01.08.1960 su Standard))
- lavavetri (01.08.1960
- sistema perbloccare le porte in posizione aperta (23.08.1961

Come ad evidenziare che a conti fatti la scelta tra i due modelli non sia tanto scontata, l’articolo si lascia andare ad una considerazione interessante in relazione alle differenze di prestazioni, sostenendo che, facendo astrazione dal cambio non sincronizzato, per il resto un guidatore medio non apprezzerebbe alcuna differenza significativa.
Ed anche in merito al cambio, si fa una affermazione significativa, e cioe’ che esistevano ancora persone di vecchio stile che prediligevano le trasmissioni non sincronizzate, che mettevano in evidenza le qualita’ di guidatori sperimentati, e che oramai non erano piu’ disponibili, almeno in Germania, che sulle piu’ piccole utilitarie della Fiat !
Un vantaggio obiettivo della trasmissione non sincronizzata, confermato delle misurazioni, consiste nella minore dispersione di potenza a causa delle resistenza interne rispetto al cambio sincronizzato, che si traduce in minore potenza alla ruota. E’ chiaro che nel su tracciati tortuosi e che richiedono numerosi cambi di velocita’, il cambio sincronizzato contribuisce a migliorare la fluidita’ della guida e le prestazioni generali.
Sempre al cambio non sincronizzato, che imponeva il ricorso alla “doppietta” per evitare, viene imputato anche il consumo di combustibile leggermente superiore dello Standard in confronte al modello Export.

Le conclusioni dell’articolo sono che  l’Export offre nell’uso quotidiano condizioni di guida piu’ confortevoli e piacevoli, consentendo sulle lunghe percorrenze anche qualche piccola economia a livello di consumi. L’Export risulta anche piu’ veloce, a meno che a guidare lo Standard non ci sia un guidatore esperto.

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